Sintesi dei monologhi di Georges Feydeau

Monologhi scritti tra il 1880 e il 1916:

La piccola ribelle, La petite révoltée (1880) monologo in versi per una donna: una ragazzina, prossima alle nozze, espone comicamente le proprie idee rifiutandosi di sottostare a quella che crede la volontà della madre.

Salta, Marchese!, Saute, Marquis! (1880-1881) monologo in versi per una donna: una giovane riceve una lettera dal suo amante, domestico presso un tale, che le comunica l’impossibilità di continuare la loro relazione. Il domestico, infatti, è appena stato assunto presso un marchese e ritiene quindi che la giovane non sia più alla sua “altezza”. Per vendicarsi, quest’ultima decide di intraprendere la carriera di attrice in modo da far sentire l’ex amante inferiore a lei.

Il fazzoletto, Le mouchoir (1881) monologo in versi per un uomo: un giovane tenore narra le disavventure che gli sono capitate durante una festa nel bel mondo: nel tentativo di trarre dalla tasca il fazzoletto, per accompagnare il suo canto con un gesto, si è involontariamente ritrovato in mutande.

Un colpo di testa, Un coup de tête (1881) monologo in versi per una donna: una ragazzina decide di fuggire di casa con il suo innamorato e, a questo scopo, organizza un finto rapimento. Tuttavia, fa confusione con la lettera che denuncia il fatto dando alla faccenda un risvolto incredibilmente comico.

Un signore che non ama i monologhi, Un Monsieur qui n’aime pas les monologues (1881) monologo in prosa per un uomo: un giovane tenta di dimostrare, facendo un monologo, l’inutilità di questo genere teatrale. Tuttavia, le sue argomentazioni lo rendono più ridicolo che credibile.

Ho mal di denti, J’ai mal aux dents (1882) monologo in versi per un uomo: un giovane decide di passare un’ultima serata di bagordi prima di contrarre matrimonio. Mentre rientra in carrozza con l’avventura di quella sera, però, viene colto da un terribile mal di denti che finirà per mandargli a monte anche il matrimonio.

Troppo vecchio, Trop vieux (1882) monologo in versi per un uomo: un signore anziano è convinto di essere troppo vecchio per svolgere determinate attività. Quando incontrerà una donnina allegra si renderà conto di non essere affatto vecchio per fare una specifica cosa che, da anni, non fa più con la moglie.

Agli antipodi, Aux Antipodes (1883) monologo in prosa per una donna: una giovane, che deve recarsi a un funerale, sbaglia treno e finisce a Parigi. Non conoscendo le usanze del posto fa un po’ di confusione e si trova a vivere situazioni bizzarre riuscendo, tuttavia, a non lasciarsi ingannare da qualche uomo di mondo.

Patta all’aria, Patte en l’air (1883) monologo in versi per un uomo: un giovane che deve recarsi a un appuntamento galante si trova i pantaloni macchiati dal “regalino” di un cagnetto. Nel tentativo di risolvere il guaio peggiora ulteriormente la situazione e si ritrova inseguito da un centinaio di cani. Riuscirà a cavarsela ma non con poco.

La famigliola, Le petit ménage (1883) monologo in versi per una donna: una donna descrive il rapporto di coppia dei suoi due gatti. Neanche a farlo apposta vivono avventure esattamente identiche a quelle degli esseri umani: con tradimenti, gelosie e… rassegnazioni.

Il collegiale, Le potache (1883) monologo in prosa per un uomo: un giovane collegiale si reca di nascosto a una festa pensando di potersi spacciare per uomo di mondo. In realtà lo scambiano per il fattorino.

I personaggi famosi, Les célèbres (1884) monologo in prosa per un uomo: un uomo espone le sue teorie sui personaggi famosi nel tentativo di dimostrare che non è la bravura a rendere celebri ma solo la stupidità.

Il volontario, Le volontaire (1884) monologo in versi per un uomo: un giovane che vuole parlare con il ministro della guerra esprime tutto il suo rammarico per un mestiere, quello del militare, che gli sta dando più dolori che gioie; soprattutto perché egli, non capendo affatto gli ordini impartitigli, finisce ogni volta in sala di disciplina.

La banconota da mille, Le billet de mille (1885) monologo in versi per un uomo: un uomo riceve una banconota da mille e tenta in tutti i modi di cambiarla per poter utilizzare meglio gli spiccioli. Scoprirà che quei soldi sono più un impiccio che un vantaggio.

Il pacco, Le colis (1885) monologo in versi per un uomo: un uomo, a cui apparentemente è morta la suocera, si ritrova a dover andare in giro con una cassa da morto, piena di vestiti, nel momento in cui l’amata madre della sposa resuscita come per miracolo. Il viaggio con la cassa avrà comiche conseguenze.

Le riforme, Les réformes (1885) monologo in prosa per un uomo: un uomo propone al pubblico le sue riforme da attuare. Una più ridicola dell’altra.

L’uomo integro, L’homme intègre (1886) monologo in prosa per un uomo: un uomo che si proclama onestissimo e integerrimo fa un discorso da cui si evince l’esatto contrario.

I bambini, Les enfants (1888) monologo in versi per un uomo: un uomo spiega al pubblico perché i bambini sono molto importanti per la vita di tutti noi e le ragioni per le quali non bisogna disprezzarli ma amarli profondamente.

Tutto merito di Brown-Séquard, Tout à Brown-Séquard (1890) monologo in prosa per un uomo: un uomo asserisce di aver scoperto un sistema per restare eternamente giovani: il metodo inventato da Brown-Séquard. Tuttavia, ci sono dei piccoli effetti collaterali che tutti gli amanti della giovinezza saranno costretti a sopportare.

Rovinato!, Décavé! (1898) monologo in versi per un uomo: un giovane marchese continua a rovinarsi l’esistenza al tavolo da gioco. Quando tutto sembra perduto trova un ultimo barlume di speranza, ma, alla fine, deciderà di giocarsi anche quella.

Il giurato, Le juré (1898) monologo in prosa per un uomo: un uomo facente parte di una giuria descrive il metodo con cui giudica la colpevolezza o l’innocenza di un essere umano. È un metodo talmente perfetto che finisce per condannare gli innocenti e assolvere gli assassini.

Un signore condannato a morte, Un Monsieur qui est condamné à mort (1899) monologo in prosa per un uomo: per una serie di sfortunate coincidenze, un uomo viene scambiato per un pericoloso assassino e condannato a morte. Il dialogo, ridicolo, che ne segue dimostra le notevoli pecche del sistema giuridico.

La cantilena del povero proprietario, La complainte du pauv’ propriétaire (1916) monologo in versi per un uomo: un ricco proprietario si lamenta del fatto che lo Stato, a causa della guerra, non gli permette di incassare l’affitto sui suoi immobili. Ritiene di essere una vittima più di quanto non lo siano i poveri disgraziati.

L’uomo parsimonioso, L’homme économe (data imprecisata) monologo in versi per un uomo: un uomo spiega al pubblico il suo concetto di parsimonia. Inutile dire che consiste nel far fare la fame ai suoi figli e nell’approfittarsi al massimo degli altri.

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