Manoscritto andato perduto (Il biglietto di Josephine)

Il 23 febbraio 1902, al Théâtre de la Gaîté, Georges Feydeau e Jules Méry, accompagnati dalle musiche di Alfred Kaiser, mettono in scena la pièce in tre atti Il biglietto di Josephine, una storia incentrata sulla campagna d’Italia di Napoleone e su un biglietto inviatogli dalla moglie Josephine che finisce per generare una serie di equivoci amorosi e non. La rappresentazione si rivela un fiasco totale e lo spettacolo viene sospeso dopo appena sedici repliche. Georges Feydeau è talmente amareggiato dall’episodio che scrive una lettera al direttore del teatro (riportata qui di seguito nella mia traduzione). Il manoscritto della pièce non sarà mai più ritrovato, forse perché bruciato dall’autore stesso dopo la delusione per l’accoglienza ricevuta.

Che volete farci, amico caro, non resta che rassegnarsi alla sorte avversa. Siamo entrambi consapevoli di aver fatto tutto il possibile: io per mettere nelle vostre mani un successo, voi per sostenerlo e difenderlo, come avete giustamente scritto a mia moglie tre settimane fa: “Con molte cure e corroboranti (comunicati sui giornali, locandine ecc..)”. Ebbene! Tutto questo non è servito a nulla: né i comunicati sui giornali, né le locandine e neppure gli eccetera sono riusciti a cambiare le cose. Per quanto abbiamo tentato, giorno per giorno, di modificare l’interpretazione, e gli attori abbiano rivisto il loro stile recitativo, la situazione è rimasta invariata. Poiché ogni sforzo si è rivelato vano è ovvio rinunciare alla lotta e darvi la possibilità di iniziare a pensare a un nuovo spettacolo. Lo confesso, speravo e mi era sembrato di capire che avreste ripreso le rappresentazioni di “Champignol suo malgrado”, il che mi avrebbe compensato relativamente. Mi accorgo, però, di aver frainteso le vostre intenzioni e la cosa mi disorienta, più che altro per la situazione che mi si prospetta con tutte le seccature che di conseguenza ne deriveranno… Come tirarmi fuori da un simile impiccio? Me lo sto ancora chiedendo. Se almeno mi aveste permesso di accordarmi con Rosemberg per la tournée, avrei ricevuto diecimila franchi in contanti e trentamila garantiti. Fosse stato almeno questo! Se almeno non mi aveste mandato a monte l’affare con il Palais-Royal, avrei potuto contare su una buona ripresa di “Il signore va a caccia” che per me sarebbe stato una nuova fonte di guadagno. Adesso, tutto questo mi sfugge dalle mani e mi fa restare con un palmo di naso. Sono molto seccato. Cordialmente.

Georges Feydeau

(Bibliothèque des Arts du Spectacle, la lettera è citata anche da Jacques Lorcey in L’homme de Chez Maxim, Georges Feydeau sa vie, Atlantica-Séguier 2004, Parigi, pp. 176-177)

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Una risposta a “Manoscritto andato perduto (Il biglietto di Josephine)

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