The Sportsman: Il signore va a caccia al Comedy Theatre di Londra

Nel 1893, a Londra, si tenne la prima rappresentazione del Signore va a caccia di Feydeau nell’adattamento di William Lestocq. La pièce fu messa in scena con pesanti modifiche che però non impedirono al pubblico di apprezzarla comunque. La critica francese, invece, reagì negativamente manifestando la sua disapprovazione. Si riportano qui di seguito due articoli, il primo tratto dal quotidiano The People del 29 gennaio 1893, di autore ignoto, e il secondo tratto da Le Figaro del 25 gennaio 1893, a cura di T. Johnson. Le traduzioni sono mie.

The Sportsman al Comedy Theatre

Il signore va a caccia (Monsieur Chasse)A volerla guardare dal lato umoristico, i cambiamenti si sono spesso fondati su pietose bugie nelle commedie farsesche del repertorio abituale del Comedy Theatre di Londra, al punto che anche l’esortazione al divertimento ha finito per esaurirsi. Questa definizione di esaurimento, tuttavia, è stata del tutto confutata dalla nuova pièce presentata la settimana scorsa. Tratta per stessa ammissione dell’adattatore, William Lestocq, dalla farsa Il signore va a caccia, rappresentata in Francia al Teatro del Palais-Royal, The Sportsman presenta un modello di vivace ingenuità nelle incessanti circonvoluzioni dell’intrigo da cui è stato accuratamente eliminato qualsiasi riferimento che potesse risultare offensivo agli occhi del nostro insulare pregiudizio. Charles Hawtrey interpreta con grande talento, frutto dell’esperienza, il ruolo del giovane marito campione assoluto dei contafrottole.

Harry Briscoe, il protagonista, è spesso lontano da casa e dalla giovane e bella moglie, non solo di giorno ma anche di notte. Allo scopo di giustificare queste assenze alla sua fiduciosa metà, Kitty, Harry afferma di essere impegnato in una battuta di caccia in campagna. Questa manomissione della verità, benché a scopo benevolo, con l’unico obiettivo di coprire le visite notturne di colui che la sostiene a un club in cui si pratica il gioco d’azzardo, induce la dolce metà, dietro istigazione di un certo Dottor Holroyd, ad arrivare alla conclusione che sia una donna, e non un bussolotto dei dadi, a portarle via il suo amato coinvolgendolo in qualcosa che ogni moglie rispettabile considererebbe compromettente. Le circostanze contribuiscono a confermare questa errata ipotesi grazie anche a un giovane e ingenuo parente della Signora Briscoe che ha segretamente sposato una ragazza incontrata in casa dello zio – basandosi sulla convinzione che le relazioni ambigue non sono quelle di sangue ma quelle fondate sui soldi. La coppia si è sistemata, all’insaputa di tutti, nell’appartamento giusto sopra la sala da gioco, e in quello stesso condominio, anche il Dottor Holroyd, che ignora chi siano i suoi vicini, ha preso alloggio. Questa è la trama dell’imbroglio che poi si evolve con la Signora Briscoe mossa dalla gelosia che decide di recarsi dal Dottor Holroyd per un consiglio e viene colta di sorpresa dall’inaspettato arrivo di suo marito. […]

Il gioco degli opposti propositi viene portato avanti con instancabile molteplicità finché il mistero inscenato sul palco, sempre ben noto al pubblico, non viene risolto grazie alla spiegazione fornita dalla giovane coppia. La pièce è stata caratterizzata da un flusso ininterrotto di scoppiettanti risate, a volte anche fragorose, che hanno accompagnato ogni nuovo evento immaginario inventato per rendere conto di quello precedente. […] Al calare del sipario, il successo dello spettacolo è risultato più che evidente.

Il Signore va a caccia a Londra

Il signore va a caccia (Monsieur Chasse)Gli autori inglesi dovrebbero smetterla di manipolare le pièces francesi che diventano oggetto dei loro adattamenti. Ora è toccato al Signore va a caccia di Feydeau, rappresentato sabato scorso al Comedy Theatre e convertitosi, grazie a William Lestocq, in un’assurdità totale. Il perché di questa mia affermazione è presto detto: nella versione inglese il protagonista sembra tradire la moglie mentre in realtà va a giocare a bazzica al Circolo. Come si fa a passare per traditori per una cosa stupida come il gioco d’azzardo? Solo in Inghilterra gli spettatori potevano accettare una simile sciocchezza.

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