Georges Feydeau bambino “terribile” visto dai fratelli Goncourt

Georges Feydeau da bambino

Georges Feydeau da bambino

Giovedì 22 aprile – A proposito del nostro articolo su Jean-Michel Moreau, apparso sulla Revue d’art da lui diretta, stamattina ci siamo recati a casa di Ernest Feydeau, che credevamo solo un po’ sofferente e nulla più.

Abbiamo fatto recapitare i nostri biglietti da visita alla moglie e ci siamo accomodati nell’anticamera. Sempre più bello, con il volto ancora più deliziosamente incorniciato da boccoli biondi arricciati, sfarzosamente abbigliato di seta viola, urlante, scalpitante e impegnato a far rotolare sul pavé di marmo, con un rumore stridulo, un enorme cavallo di legno, il piccolo Georges Feydeau, grazioso angioletto, risponde alla nostra domanda sulle condizioni di salute del padre con l’incosciente insensibilità del bambino terribile: «Papà? Papà? Ah! È malatissimo! Malatissimo!» e ricomincia subito a scuotere il suo cavallo.

Arriva la Signora Feydeau, in un abito di seta rossa, quel genere di vestiti che seguono i passi delle donne con grandi quantità di tessuto arrotolate sul fondo, e ci dice: «Ebbene! Mio marito sta molto male… Per dodici giorni è stato incapace di mettersi a letto e riuscire a dormire… Aveva un reumatismo che gli è salito fino al petto e lo soffocava… Mercoledì mattina, il giorno dopo la visita di Flaubert, durante la quale si era sentito un po’ meglio, appena alzatosi sembrava stare benissimo, si era avvicinato al mio letto e mi parlava. Poi, però, una volta rientrato nella sua stanza, ho sentito che mi chiamava e l’ho ritrovato balbettante che mi diceva: «Voglio che qualcuno venga ad alzarmi!». La signora imita lo spaventoso balbettio di un uomo colpito da emiplegia: «Ora ha ritrovato la parola, ma ha un braccio e un lato del corpo completamente paralizzati. È colpa della disperazione per quanto accaduto…» (quell’anno, il quotidiano La Liberté, aveva lanciato accuse infamanti contro Léocadie Feydeau, accusando più volte la donna di essere cleptomane. N.d.T.).

(Edmond de Goncourt et Jules de Goncourt, Journal des Goncourt : Mémoires de la vie littéraire, G. Charpentier et Cie Editeurs, Troisième volume : 1866-1870, Paris, 1888, p. 253, traduzione mia).

Léocadie Feydeau ritratta da Nadar

Léocadie Feydeau ritratta da Nadar

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