La cattiveria e la vendetta nei personaggi di Georges Feydeau

Il presente testo è tratto dal volume Georges Feydeau, Théâtre de tous les temps, Seghers, Parigi 1972, pp. 106-112. L’autrice è Arlette Shenkan. La traduzione è mia.

Georges Feydeau visto da Yves Marevéry

Georges Feydeau visto da Yves Marevéry

La gioia che molti personaggi provano nel ferire e umiliare gli altri – in certi casi pura cattiveria – spiega bene l’aggressività generale. In tutti gli ambiti e in tutte le circostanze, si ha l’impressione che le ostilità stiano sempre per scoppiare, perché coniugi, amanti, parenti, figli e amici si comportano da rivali. Stanno tutti sulla difensiva, sempre pronti a tendere un’imboscata agli altri che sono sospettati di ogni tipo di bassezza – e spesso, i sospetti si rivelano fondati – . Gentilezza, carità, devozione si scontrano con l’incredulità generale, o non vengono affatto apprezzate. Prima ci si fa a pezzi e poi, semmai, si danno le spiegazioni. Prima si sferra l’attacco e poi si dà l’avvertimento.

In La pulce nell’orecchio (1907), Carlos Homénidès de Histangua ha la delicatezza di avvisare la moglie Lucienne, durante la prima notte di nozze, che se mai lei dovesse tradirlo lui pianterà una pallottola in fronte a lei e all’amante. Il Signor Homénidès è un uomo previdente! Ne Il Sistema Ribadier (1892), Angèle, appena risposatasi con il personaggio del titolo, gli fruga nelle tasche e gli controlla la posta. Un giorno, si presenta addirittura a una seduta del Consiglio d’Amministrazione delle Ferrovie Nord per verificare se il marito è presente o meno. Vede solo uomini ma questo non basta a convincerla della serietà della riunione! Questi suoi comportamenti, alquanto irritanti per Ribadier, rischiano di far venire al marito delle idee a cui magari non pensava, ma nella testa di Angèle si tratta solamente di misure preventive. Raymonde Chandebise, sempre in La pulce nell’orecchio, come molte altre mogli fruga tra i documenti del marito e apre, quando ne ha l’occasione, i pacchetti a lui indirizzati. È così che un giorno trova un paio di bretelle appartenenti a lui inviate dall’Hotel Minet-Galant all’indirizzo del Signor Chandebise. Raymonde non riflette sul fatto che in casa ci sono due Chandebise: Victor-Emmanuel, suo marito, e il di lui nipote Camille. La donna mette in moto tutto un meccanismo atto a “pizzicare” un colpevole che, in sostanza, non lo è! Fregandosene bellamente della legge, anche le amanti appartenenti al bel mondo frugano nei cassetti degli amanti, vedesi la Contessa Irène de Prémilly, in Occupati di Amélie (1908), che trova una lettera in cui si parla del matrimonio tra il suo amante Marcel Courbois e Amélie d’Avranches. […]

L'Albergo del Libero Scambio (stampa)

L’Albergo del Libero Scambio (stampa)

Non solo ci si spia e ci si sorveglia, ma si dissimula e si tendono tranelli. La già citata Raymonde Chandebise spedisce al marito una lettera d’amore anonima per dargli un appuntamento; Massenay, in Passa la mano (1904), finge di partire al solo scopo di sorprendere Francine in flagrante delitto di adulterio con Coustouillu e togliersela dai piedi. I personaggi di Feydeau non fanno altro che minacciarsi (“prenderò un amante”; “chiederò il divorzio”, “ti sbatto in collegio” (se si tratta di un bambino)) e i metodi utilizzati per raggiungere i loro scopi, compiere le loro vendette o togliersi d’impiccio sono spregevoli. Ricatti, scandali e tradimenti la fanno da padroni. Nell’amore, non crede più nessuno. Ma anche l’affetto sembra inesistente. È l’odio più radicato quello che cementa l’unione dei coniugi Pinglet nell’Albergo del Libero Scambio (1894):

Angélique Ah, Pinglet! Pinglet! Puoi ben dire di aver rischiato di perdermi.
Pinglet (calmissimo) Davvero?
Angélique …Parola mia!
Pinglet Oh!
Angélique La sola idea ti fa star male, vero?
Pinglet Certo! (A parte) Perché quando mai mi ricapiterà un’occasione simile!
[…]

Il Sistema Ribadier (stampa)

Il Sistema Ribadier (stampa)

Il rispetto verso i genitori e l’obbedienza sono pura teoria e, fin da giovani, le ragazze sanno avvalersi di armi temibili. Viviane, di La palla al piede (1894), e Finette, di La liceale (1887), hanno tra i quindici e i diciotto anni. Hanno già frequentato ottime scuole e non dimostrano alcuna esitazione nell’utilizzare qualsiasi mezzo a loro disposizione pur di sposare l’uomo che si sono scelte. Viviane ricorre quasi al ricatto, compromettendosi apposta presentandosi in casa di Bois-d’Enghien. Finette dà scandalo in più di un’occasione: la sera della firma del contratto di matrimonio; al liceo, dove si comporta in modo spaventoso e quando fugge per andare a cantare al Jardin de Paris. […]

Ferocemente egoisti e moralmente isolati; sprezzanti nei confronti degli altri e soddisfatti di se stessi; poco caritatevoli ed estremamente vendicativi; i personaggi di Feydeau sono poco scrupolosi nella scelta dei mezzi e del collaboratore quando si tratta di mettere in atto una vendetta. Il loro carattere bizzarro li coinvolge sempre in situazioni inestricabili che si trasformerebbero facilmente in tragedia se, a causa di eventi imponderabili e stramberie latenti, Feydeau non si mantenesse dentro i limiti della commedia.

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