Feydeau e la censura tedesca applicata alla Dame de Chez Maxim

Il presente articolo è stato pubblicato per la prima volta il 15 luglio 1900 sulla rivista Le monde artiste: théâtre, musique, beaux-arts, littérature. L’autore è Edmond Stoulling. La traduzione è mia.

La dame de Chez Maxim - locandinaChi l’avrebbe mai detto che un giorno l’esilarante vaudeville di Georges Feydeau, La Signora di Chez Maxim, sarebbe stato oggetto di risentimenti, polemiche, provvedimenti giudiziari e processi? Eppure è andata proprio così. Descriviamo qui di seguito gli avvenimenti.

Otto giorni fa, al Teatro Flora di Colonia, si è tenuta, con enorme successo di pubblico, la prima rappresentazione di La Signora di Chez Maxim. Il giorno seguente il Kölnische Volkszeitung ha protestato vivamente contro l’immoralità della pièce. La Kölnische Zeitung ha preso le difese del vaudeville di Feydeau e questo ha comportato la successiva replica del Kölnische Volkszeitung che si è espresso in questi termini (riportiamo fedelmente quanto asserito, senza omettere nulla, per mantenerne tutta l’espressività):

In una capitale come Colonia è più che ovvio che ci siano individui poco raccomandabili che provano soddisfazione nell’assistere a una pièce oscena; tuttavia, la Kölnische Zeitung non ha alcun diritto di affermare che i sostenitori della lex Heinze (vedere Nota 1) hanno fornito un contingente molto più numeroso di quello delle parti avverse durante le rappresentazioni tenutesi nel porcile Flora.
La pièce è scandalosa, e il fatto che a Colonia ne sia stata autorizzata la messinscena è altrettanto scandaloso.
Sappiamo da fonti sicure che il capo della polizia è stato avvertito per tempo e che non si è avvalso del suo diritto di vietarla, come era in suo potere, e suo dovere, fare. Purtroppo il paragrafo 184b della lex Heinze, che avrebbe permesso di prendere per il collo La Signora di Chez Maxim e i suoi sostenitori, è stato cancellato. È dovere della polizia prendere misure repressive.

E infatti, il capo della polizia le misure le ha prese: ha notificato al direttore del Teatro Flora un ordine di interruzione delle repliche da attuare entro mercoledì prossimo. Per quella data, tutta Colonia avrà visto La Signora di Chez Maxim anche perché durante le prime tre rappresentazioni sono stati ben diecimila gli spettatori che si sono piegati in due dalle risate senza sollevare la benché minima protesta. In compenso, il direttore e la compagnia del Teatro Flora hanno appena citato in giudizio il caporedattore del Kölnische Volkszeitung chiedendogli un risarcimento danni per aver utilizzato nei confronti del teatro l’epiteto porcile.

E pensare che il testo messo in scena a Colonia era anche una versione espurgata già rappresentata con enorme successo in tutte le principali città della Germania.

La dame de Chez Maxim - un fotogramma del film

Note:
[1]
Legge tedesca del 1900 che favoriva la pubblica moralità con la limitazione del diritto di espressione artistica.

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