Occupati di Amélie di Georges Feydeau o Il mistero dell’adattatore

Il presente articolo è tratto dalla rivista El Público del Centro de Documentación Teatral de Madrid, dicembre 1988, numero 63, pagina 42. L’autrice è Belén Gopegui. La traduzione è mia.

Occupati di AmeliaNel caso specifico di questo allestimento, cavarsela con un articolo di poche righe non è sufficiente. Questo perché la messinscena dello spettacolo è stata oggetto di qualcosa di misterioso, di poco chiaro, che ha fatto sì che il risultato non fosse proprio un vaudeville di Georges Feydeau ma qualcosa di diverso.

Il mistero consiste in un adattatore che preferisce mantenere segreta la sua identità. Secondo quanto afferma Juanjo Menéndez, la versione spagnola di Occupati di Amélie è da attribuire a Juan José Alonso Millán, il quale ha deciso di non firmarla a causa “delle conseguenze di un trauma subìto durante la preparazione dell’opera”. L’unica cosa certa è che lo spettatore non ha la possibilità di trovare, né nel programma di sala né altrove, il nome della persona responsabile dei tagli operati sul testo originale, né tantomeno il nome di colui che ha deciso di impoverire il linguaggio utilizzato dagli attori durante lo spettacolo rendendo le situazioni esposte meno ingegnose e argute.

“Il testo di Feydeau è un gioco, nel vero senso della parola”, dichiara Juanjo Menéndez. “Parla di quello che è sempre mancato a noi spagnoli: la capacità di rendere il sesso qualcosa di gioioso ed evitare di trasformarlo in un’ossessione o in qualcosa su cui riflettere eccessivamente. Tuttavia la versione spagnola è come una musica scritta in una tonalità diversa, come se in Spagna fosse necessario dare maggiore peso alle cose”.

Il notevole squilibrio tra il numero degli attori della compagnia e il numero dei personaggi della pièce di Feydeau è stato risolto o sopprimendo alcuni ruoli o trasformando qualche personaggio, come quello del giovane Adonis, in un adulto alcolizzato e immaturo, o convertendo un padrino in una madrina o sostituendo un giovane aitante, archetipo del viveur nullafacente, con un uomo quasi anziano.

Il mio ruolo non esiste

Uno dei protagonisti maschili ha subìto proprio la trasformazione di cui sopra. Marcel, infatti, è in questo caso interpretato dallo stesso Juanjo Menéndez. “Il mio ruolo non esiste”, commenta con triste ironia l’attore. “Non sono in grado di interpretare una parte del genere perché non ho più l’età. Il giovane descritto da Feydeau deve avere tra i ventotto e i trentadue anni, io, ormai, li ho superati da tempo”.

Occupe-toi d'AmélieLa pièce si apre in una casa parigina di “facili costumi” e vuole essere il ritratto di quell’ambiente frivolo, permissivo e leggero della “Belle Époque”. Le scenografie sono semplici ma monotone – è già tanto se si nota qualche cambiamento cromatico in alcuna struttura portante o in qualche elemento di arredo; la disposizione spaziale rimane invariata.

Per scatenare le risate degli spettatori, Feydeau ricorre a commenti divertiti o arguti e a una serie ininterrotta di equivoci. Nello spettacolo a cui abbiamo assistito al teatro Príncipe, i primi sono solo accennati, a causa della particolarità della versione spagnola, mentre i secondi, oltre ad essere costantemente presenti, finiscono per influenzare del tutto il ritmo della pièce – a volte portandolo all’eccesso – come se non ci fosse alcun regista in grado di dosarli.

Malgrado questi problemi, la risata non manca. Le situazioni “perfidamente” comiche, e sono molte, – come Marcel e la Contessa distesi sul letto mentre Amelia, nascosta sotto, lascia intravedere solo la testa e commenta la situazione ricorrendo agli “a parte”o l’uscita di quest’ultima, camuffata, da sotto un piumino con cui, approfittando dell’occasione, spaventa la Contessa che giusto quella notte aveva sognato tutta una serie di oggetti che si spostavano da soli… – fanno ridere il pubblico. Così come le allusioni velate e i sottintesi, e l’esperienza di attori quali Gracita Morales e Juanjo Menéndez, molto bravi nel ricorrere agli espedienti di cui sono a conoscenza, che dipendono, appunto, dalla loro abilità recitativa e nulla hanno a che vedere con l’adattamento che si sono ritrovati a mettere in scena.

Nel 1949, dalla pièce di Georges Feydeau Occupe-toi d’Amélie, fu anche tratto un film con protagonista Danielle Darrieux. A questo link è possibile vedere tutte le locandine e le foto di scena del film:

http://danielledarrieux.canalblog.com/archives/2009/09/16/15096399.html

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...