Sarto per signora di Feydeau… e la salsa dell’arrosto

Il presente articolo è stato pubblicato nel mese di dicembre 1886 sulla rivista Les Annales du théâtre et de la musique, pp. 372-374. L’autore è Edmond Stoullig. La traduzione è mia.

Illustrazione d'epocaPrima rappresentazione di Sarto per signora, commedia in tre atti di Georges Feydeau.
La serata è iniziata con il riallestimento di uno degli atti unici più piacevoli di Eugène Labiche e Alfred Delacour (perché nel manifesto non viene citato Alfred Delacour?), La scelta di un genero, rappresentato per la prima volta al Teatro del Vaudeville con il seguente cast: Delannoy, Arnal, Saint-Omer e Bianca. La pièce è semplicemente un piccolo capolavoro ed è stata meravigliosamente interpretata da Delannoy, nello stesso ruolo di un tempo, da Raymond, nella parte che in precedenza era stata di Arnal, da Regnard e da Léontine Mignon. Il pubblico ha riso fino alle lacrime.

Cosa ne sarebbe stato, dopo aver assistito alla pièce di Labiche, della commedia in tre atti che doveva segnare il debutto di un giovane poco più che ventenne di nome Georges Feydeau, figlio del romanziere Ernest Feydeau e figliastro del nostro talentuoso collega Henry Fouquier? Contrariamente a quanto accade di solito, noi critici abbiamo avuto la sensazione che il dessert ci fosse stato servito per primo, e tanto peggio per l’arrosto se non fosse stato cotto a puntino, o se la salsa del condimento si fosse rivelata insipida…. Ebbene, questa metafora culinaria, in realtà, ne vale un’altra: se l’arrosto non è perfettamente riuscito, devo ammettere che la salsa è deliziosa. Sarto per signora ha una trama praticamente inesistente, ma i dialoghi sono frizzanti, l’umorismo è vivace, le battute sono spiritose. Quanta comicità in questa birichinata, quanti imprevisti in questa follia, quante invenzioni comiche in questa commedia d’intreccio che ha ottenuto il successo più genuino che si possa augurare a un debuttante!

La “paternità” di questo Sarto per signora va attribuita a un modello precostituito: Il processo Vauradieux di Alfred Hennequin (vedere Nota) che, da una decina di anni a questa parte, ha contribuito alla nascita di tante pièce conosciute. Non mi arrischierò a descrivere gli innumerevoli e inenarrabili equivoci che sono alla base del testo di Georges Feydeau, ma mi limiterò a riassumerne la trama.

Moulineaux è un giovane medico che dopo appena sei mesi di matrimonio ha già passato una notte fuori casa: ha dato appuntamento, al ballo dell’Opéra, a una delle sue graziose pazienti che, a dire il vero, non si è presentata. Purtroppo, il giovane medico ha perso la chiave e, di conseguenza, si è visto obbligato a passare la notte sul pianerottolo. Ragion per cui, rientra a casa sfinito e finisce per diventare il bersaglio dei rimproveri della moglie, della suocera, la signora Aigreville, e la preda di un insopportabile scocciatore, Bassinet, che gli affitta un appartamentino tutto ammobiliato per le sue scappatelle, in precedenza occupato da una sarta che ha traslocato senza pagare il dovuto. “Figuratevi che la sarta…”, attacca Bassinet, “No, domani, domani me lo racconterete…”, risponde Moulineaux, che ha come unico obiettivo quello di poter sfruttare immediatamente la garçonnière.

Nel secondo atto, lo ritroviamo, infatti, circondato da manichini e modelli appartenuti alla precedente proprietaria e impegnato a farsi sorprendere dal marito della sua “amante” nell’istante in cui stava stringendo la vita di quest’ultima. “Sto prendendo le misure…”, dichiara lui, “Il signor Coso è il mio sarto…”, afferma la donna, “Il signor Coso?”, esclama il marito, “Questo cognome non mi è nuovo!…”, “Oh, è un cognome molto diffuso…”, ribatte Moulineaux. Il frammento di dialogo qui citato permette di capire all’istante con che genere di follia si ha a che fare. Un altro esempio efficace è costituito dal dialogo tra Suzanne Aubin e la signora Aigreville: “La signora Aubin, Suzanne Aubin…”, “Quella dei due vecchioni? Immagino che lui sia uno dei due, vero? Nella Bibbia la casta Susanna si sta facendo il bagno nuda quando due vecchioni…”, risponde la signora Aigreville che, poco prima, era stata scambiata per la regina di Groenlandia!…

Illustrazione d'epocaInutile soffermarsi sulla narrazione buffonesca di una serie di avventure tanto insensate quanto esilaranti, o tentare di analizzare le innumerevoli situazioni, una più strampalata dell’altra, in cui si trovano immischiati Moulineaux che viene scambiato per Bassinet, Bassinet che viene scambiato per il dottor Moulineaux, Aubin la cui amante è la vera moglie di Bassinet ecc… ecc… ecc… Oh, la mia testa! La mia povera testa!…

Credo di avervi detto quanto basta per farvi capire che tutto questo è estremamente divertente ed estremamente allegro, al punto che, alla lunga, rischia anche di diventare eccessivamente sfiancante… Alla fine, tutti si abbracciano e fanno pace. La suocera consiglierà agli sposi di dormire in un’unica camera da letto. Il medico non passerà più la notte fuori. L’appartamentino tornerà al suo legittimo proprietario. Quest’ultimo ritroverà sua moglie e Aubin lascerà la sua amante… Come tutte le buone farse, anche questa si conclude con il soddisfacimento della morale generale e, come se non bastasse, nel repertorio del Teatro della Renaissance, ora abbiamo anche delle divertentissime caricature. Quella interpretata con verve da Galipaux, davvero eccellente nel ruolo principale del giovane dottor Moulineaux; quella messa in scena da Saint-Germain, arguto e molto spontaneo nella parte dello scocciatore Bassinet; quella di Bellot, sufficientemente rimbecillito nel ruolo di Aubin; quella di Gildès che si contraddistingue per una certa comica ingenuità nella parte del domestico Etienne; quella della signora Aubrys, straordinaria nei panni della suocera e quelle della signorina Jeanne Debay e della signorina Boulanger, rispettivamente elegantissima e graziosissima nei ruoli di Rosa e Suzanne.

Nota:

Come afferma la studiosa Anne-Simone Dufief, nel volume Le Théâtre au XIXe siècle, du romantisme au symbolisme, Éditions Bréal, Paris 2001, pag. 95, alcune pièce di Alfred Hennequin quali Il processo Vauradieux (1875) e I domino rosa (1876) saranno fonte d’ispirazione per numerosi testi teatrali successivi a causa della loro struttura complessa che prevede lo sviluppo di più intrecci collegati l’uno all’altro da una logica impeccabile e impossibili da riassumere.

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2 risposte a “Sarto per signora di Feydeau… e la salsa dell’arrosto

  1. Bravissima Sig.ra Martinolli per l’articolo dell’epoca da Lei rinvenuto , che mi dà lo spunto per ricercare la commedia La scelta di un genero citata nel documento stesso..
    Sergio Rastelli

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