L’italiana Pina Menichelli e La dame de Chez Maxim’s di Feydeau

Il presente articolo è stato pubblicato sul n. 26 della rivista Cinémagazine il 15 luglio 1921. L’autore è Jean Pascal. La traduzione è mia.

Pina Menichelli gira a Parigi La dame de Chez Maxim’s

La grande star italiana Pina Menichelli è appena sbarcata a Parigi assieme al suo producer Charles Amato, direttore della Rinascimento-Film, al suo regista, Amleto Palermi, al suo operatore e a tutta una serie di comparse, macchinisti e scenografi che seguono l’interprete de Il Fuoco (1915) in tutti i suoi spostamenti.

Forse che Pina Menichelli si è recata nella capitale francese per distrarsi o costruirsi una chiassosa pubblicità di cui il suo talento, fatto di commovente sincerità e luminosa bellezza, non ha per nulla bisogno? No, lo scopo del suo viaggio è puramente cinematografico, se così si può dire, e solo un paio d’ore dopo la sua discesa dal Roma Express, la troupe della Rinascimento-Film ha iniziato a girare, in rue Royale, le prime scene di La dame de Chez Maxim’s.

Uno dei nostri più vivaci e divertenti artisti, Marcel Lévesque, si è unito al cast italiano e devo dire che è stato uno spettacolo di indubbio fascino vedere, presso la terrazza di Maxim’s, l’esilarante combriccola di attrici e attori del cinema muto venuti d’Oltralpe a interpretare i festaioli attardati.

Pina Menichelli

Pina Menichelli, inebriante sotto il palco d’oro dei suoi biondi capelli, simulava, con bravura tale da trarre in inganno, le fatiche e il disordine di una notte agitata presso il leggendario cabaret. Marcel Lévesque, con il cappello a cilindro di traverso come un uomo che ha appena fatto baldoria, era scatenato al massimo livello: “Che sbronza, mio Dio! Quante gliene hanno dette alla Môme!”.

E mentre le riflessioni dei perdigiorno incalliti si susseguivano maligne, se non addirittura cattiveriose, Amleto Palermi, rigoroso, impassibile e freddo, si voltava verso l’operatore, nascosto dietro un pilastro del Ministero della Marina, e gli lanciava il classico e rituale: “Gira! Gira!”.

Nel pomeriggio, siamo riusciti a farci ricevere al Claridge-Hôtel, dove alloggia la troupe, per parlare con Pina Menichelli che, in compagnia di Liliane Meyran, anch’ella di ritorno da Roma, beveva in tutta fretta una tazza di tè.

Esprimerei più che volentieri le mie opinioni su Parigi, ma non posso farlo poiché non ho visto ancora nulla della vera Capitale.
Quando ancora eravamo a Roma, Liliane Meyran, vostra graziosa compatriota, mi ha promesso di aiutarmi a vedere e sentire tutto della vera Parigi. Come potete constatare, ci siamo appena riviste e stiamo per recarci a visitare per la prima volta rue de la Paix.
A questo, aggiungete il fatto che domani mattina girerò alcune scene in Boulevard Haussmann e in Place de l’Opéra e che sarò quindi costretta ad alzarmi all’alba. Tuttavia, potete scrivere che il primo contatto con la città è stato piacevole. Mi sento raggiante e allo stesso tempo un po’ disorientata.
Che città magnifica e magica!

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