Il linguaggio genuino dei personaggi di Feydeau

Sarto per signora - locandinaUna delle ragioni per cui il teatro di Feydeau non è sostanzialmente invecchiato è la ferma decisione dell’autore di non curare lo stile in cui si esprimono i personaggi ma di far loro parlare un linguaggio comune, quello che i francesi dell’epoca utilizzavano nelle loro conversazioni quotidiane. Basta dare un’occhiata alle pièce di Henry Bataille o di Paul Hervieu, per esempio, per cogliere immediatamente l’enorme distanza che separa questi due modi di concepire il linguaggio teatrale. Del resto fu Feydeau stesso a sostenere, nel 1905: “Il solo fatto di mettere in bocca ai propri personaggi il linguaggio letterario basta a fossilizzarli e renderli inesistenti”. A tal proposito la sua posizione si riallaccia a quella di Molière che per questo motivo veniva tacciato, da alcuni critici dell’epoca, di “scrivere male”. In effetti, entrambi gli autori, avendo come obiettivo primario la verosimiglianza, mettevano in bocca ai loro personaggi una lingua rigorosamente adeguata al ceto sociale di appartenenza.
(Citazione tratta da Occupe-toi d’Amélie, François Dolléans, Henry Gidel e Georges Feydeau, Librairie Générale Française, Parigi 1995)

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