Il sistema Ribadier di Feydeau in scena in Spagna

Il presente articolo è stato pubblicato sul quotidiano ABC il 24 dicembre 1960. L’autore è Alfredo Marquerie. La traduzione è mia.

Stampa d'epoca de Il sistema RibadierÈ andato in scena ieri sera, al teatro Infanta Beatriz, Il sistema Ribadier di Georges Feydeau e Maurice Hennequin. Il pubblico ha riso e applaudito molto. Le scenografie e i costumi di Victor María Cortezo, magnifici per disegno, stile e colore, nonché l’intelligente e attenta regia di Fernandez Montesinos, capace di sottolineare con abilità i trucchi “d’epoca”, hanno contribuito, in modo efficace, al successo della rappresentazione, così come l’interpretazione di Juanjo Menéndez, che si è calato nei panni del protagonista conferendogli sottili sfumature di carattere, di Manuel Días Gonzáles, eccellente Tommereux, di Ricardo Canales, impareggiabile nel ruolo di Savinet, di Carmen Bernardos, affascinante Angela, di Irene Gutiérrez Caba e di Gregorio Alonso, impeccabili nel calcare le scene.

Il traduttore de Il sistema Ribadier – che con modestia e discrezione omette il suo nome dal cartellone – ha svolto il suo lavoro con abilità e scioltezza con l’unica pecca di qualche “è per questo che”, e di un numero eccessivo di “ebbene?” che ricordano la lingua di partenza della pièce. In generale, il vaudeville – poiché si tratta a tutti gli effetti di una classica pièce d’intreccio – preserva i suoi valori rievocativi e retrospettivi: equivoci, astuzia, malizia, leggiadria e birbanteria, esattamente come nel 1892, anno della prima rappresentazione a Parigi. Molte cose sono accadute sul palcoscenico negli ultimi sessantotto anni. “I critici che vedono solo la doppia strada, o la doppia trappola, di un naturalismo a volte piacevole a volte terribile, o di una poesia fatta di retorica”, come dichiarato da José Monleón, non possono non accogliere con un sorriso indulgente questo vecchio vaudeville, senza tuttavia che gliene importi né poco né molto, come “rivela” il programma di sala, del fatto che Feydeau sia tornato di moda o del fatto che Barrault abbia messo in scena una pièce dell’autore subito dopo una pièce di Kafka.

Senza alcun preconcetto scenico – né per il vecchio né per il nuovo – è chiaro che Il sistema Ribadier è una breve composizione comica, molto divertente, simile a quelle che i commediografi di fine secolo allestivano in Spagna, senza dimostrarsi per questo inferiori agli autori francesi. In conclusione, comunque, l’esperienza si è rivelata gradevole, e sia io che il pubblico abbiamo trascorso una piacevole serata, conforme al periodo di svago in cui siamo appena entrati e per il quale le “opere natalizie” si dimostrano pienamente adeguate.

Stampa d'epoca de Il sistema Ribadier

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