Georges Feydeau visto da Eugène Ionesco

Eugène IonescoPreferisco Balzac a Eugène Sue e Shakespeare a Feydeau. Possiedo, dunque, dei criteri. Criteri letterari. In sostanza, se preferisco Shakespeare a Feydeau, è perché mi sembra che l’universo shakespeariano sia più ampio, più complesso, più universalmente umano, più profondo e più autentico di quello di Feydeau. Ma cosa scopro in Shakespeare che, secondo me, va al di là di Feydeau? Proprio quel rumore e quel furore, un interrogativo più ampio che mi sembra assente nel vaudevillista francese. In Feydeau, non ritrovo né il mio caos, né il mio turbamento. In Shakesperare, in compenso, non trovo delle risposte, ma degli interrogativi e degli avvenimenti, accompagnati da constatazioni e da qualche ovvietà. Non trovo soluzioni definitive. Sicché, posso sostenere che interrogarsi senza rispondere è qualcosa di più autentico che non interrogarsi affatto. (Eugène Ionesco, Notes et contre-notes, Éditions Gallimard, Paris 1966, p. 21, la traduzione è mia)

Mi ha molto sorpreso constatare la profonda somiglianza esistente tra Feydeau e me… non nelle tematiche o nei soggetti trattati, ma nel ritmo e nella struttura delle pièces. Un’opera come La pulce nell’orecchio, ad esempio, possiede, nella sua organizzazione, una sorta di vertiginosa accelerazione nel movimento, e una tale progressione nella follia, che mi è parso di vederci la mia stessa ossessione per la proliferazione. Il comico, forse, consiste proprio in questo, in una progressione non equilibrata e non ordinata del movimento. Vi è una progressione anche nel dramma e nella tragedia, una sorta di accumulo degli effetti. Nel dramma, però, la progressione è più lenta, meglio gestita e trattenuta. Nella commedia, il movimento sembra sfuggire all’autore. Non è più lui a condurre il meccanismo teatrale, ma è il meccanismo a condurre lui. Forse è in questo che consiste la differenza. Il comico e il tragico.

Prendete una tragedia, accelerate al massimo il movimento, e otterrete una pièce comica; svuotate i personaggi di ogni contenuto psicologico, e otterrete ancora una pièce comica; fate dei vostri personaggi degli esseri puramente sociali, intrappolateli nella “verità” e nei meccanismi sociali, e otterrete ancora una pièce comica… tragicomica.

(Eugène Ionesco, Notes et contre-notes, Éditions Gallimard, Paris 1966, p. 305, la traduzione è mia)

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