A scatola chiusa – articolo di critica teatrale del 1888

Il presente articolo è stato pubblicato sul numero di ottobre-dicembre 1888 della Revue d’art dramatique. L’autore è Emile Morlot. La traduzione è mia.

A scatola chiusa - locandinaIl teatro Déjazet è stato restituito agli amanti dell’allegria bonaria grazie alla pièce A scatola chiusa di Georges Feydeau. Si tratta di una farsa senza pretese, e forse un po’ sopra le righe, in cui l’autore si è divertito ad agglomerare tutte le battute comiche e le fantasie stravaganti che gli sono passate per la testa.

La storia riguarda un certo Pacarel la cui figlia, Julie, ha composto un nuovo Don Giovanni. Il direttore del teatro dell’Opéra si è permesso, con arroganza, di rifiutare la partitura ma, evidentemente, non ha fatto i conti con Pacarel. Quest’ultimo, infatti, è venuto a sapere che i Ritt e Gailhard del momento (vedere Nota 1) stanno cercando di ingraziarsi un celebre tenore di provincia, l’illustre Dujeton, attualmente impegnato a cantare a Bordeaux. Pacarel ha orchestrato un piano. Ha scritto al suo amico Dufausset di inviargli immediatamente il tenore; appena questi si presenterà a casa sua, Pacarel gli farà firmare un accordo, così, se il direttore vorrà il suo cantante sarà costretto ad accettare anche l’opera di Julie.

Nei giorni seguenti, un giovane si presenta a casa di Pacarel accompagnato da una lettera di Dufausset. È uno studente, figlio dello stesso Dufausset negoziante di Bordeaux. Pacarel lo scambia per Dujeton e gli fa firmare un accordo a dir poco stupefacente; nel frattempo, tutte le donne di casa lo colmano di attenzioni e vanno matte per lui. I mariti non si preoccupano poiché sanno benissimo che Dujeton potrebbe essere impiegato al serraglio. Il giovane Dufausset non ci si raccapezza più e non capisce perché tutti hanno la smania di farlo cantare ma, essendo un giovane educato, si adegua alla situazione, tanto più che la cosa non è affatto spiacevole. Tuttavia, il fraintendimento, notevole già di suo, deve prima o poi saltar fuori. Così, quando la verità viene scoperta, prima tutti si arrabbiano poi tutti si tranquillizzano e il sipario cala sul matrimonio del falso Dujeton con Julie.

A scatola chiusa - foto di scena

Questa commedia stravagante, che ha fatto ridere moltissimo il pubblico, ha tutte le caratteristiche per riuscire a restare in cartellone molto a lungo. La compagnia teatrale ha saputo interpretarla con dignità, dimostrando di essere ben coordinata pur non avendo a disposizione un soggetto eccezionale.

Note:

[1] Jean-Eugène Ritt e Pedro Gailhard diressero il teatro dell’Opéra di Parigi nel 1884.

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