Il sistema Ribadier – articolo di critica teatrale del 1893

Il presente articolo è stato pubblicato per la prima volta nel gennaio 1893 sulla Revue d’art dramatique. L’autore è sconosciuto. La traduzione è mia.

Sistema Ribadier locandinaUna fragorosa risata lunga tre ore, questo è Il Sistema Ribadier di Georges Feydeau e Maurice Hennequin, attualmente allestita al Palais-Royal.

L’intrigo è ingegnoso.
I piccoli episodi sono divertenti.
Lo spirito abbonda, senza che l’allegria risulti mai snervante né l’azione rallentata.

Devo ammettere che, la sera della prima, ho cercato invano di trattenere le folli risate che si impossessavano di me. Non c’è stato niente da fare, ho dovuto passarci come tutti i creduloni… quelli che, di solito, prendo in giro volentieri.

Dietro l’abito del critico, c’è pur sempre un uomo! (vedere Nota 1)

Ecco riassunta, brevemente, qui di seguito, la trama de Il sistema Ribadier. (Non serve che mi soffermi sugli imprevisti che, ogni singolo istante, allietano alla follia l’innocuo spettatore):

Per garantirsi la libertà di azione necessaria alle sue scappatelle, Ribadier ha trovato uno “stratagemma” niente male. Angèle, sua moglie, si era sposata in prime nozze con tale Robineau che non aveva fatto altro che tradirla. Dopo la morte di questi, Angèle, frugando tra le sue carte, ha trovato un piccolo elenco, scritto di suo pugno, di tutti i sistemi da lui utilizzati per ingannare la di lei fiducia. Come logica conseguenza, Angèle è diventata estremamente sospettosa riguardo alla fedeltà del suo secondo coniuge. Vi ripeto, comunque, che il successore di Robineau ha il suo sistema, il sistema Ribadier!

Quando ha bisogno di uscire per recarsi dalla sua amante, la signora Savinet, il cui marito è un importante commerciante di vini di Bercy, Ribadier ipnotizza la moglie, la addormenta e va a raggiungere il piacere che lo chiama. L’imprudente, però, confida il suo segreto all’amico Thommereux, appena rientrato da Batavia che, una volta, con Robineau ancora vivente, aveva fatto la corte ad Angèle.

Come ben immaginerete, Thommereux, appena Ribadier si allontana, si avvicina a sua moglie, la sveglia e, respinto con sdegno da questa, rischia di farsi pizzicare dallo stesso Ribadier, rientrato a casa con il signor Savinet alle calcagna. Angèle finge di essere ancora addormentata, e scopre così la condotta del marito.

Sistema Ribadier foto di scenaUna volta uscito anche Savinet, Angèle gli fa una bella scenata; Ribadier cerca di spiegarsi. Le giustificazioni, poco plausibili, che fornisce alla moglie, non la convincono affatto, poi, senza volerlo, Ribadier la addormenta nuovamente.

A questo punto, il personaggio decide di approfittare del “sonno” della donna facendo in modo che si risvegli solo nel bel mezzo di una partita all’écarté (vedere Nota 2) da lui simulata con Thommereux.

Angèle, ingannata dalla calma del marito, gli crede un’altra volta, ma, quando Savinet sopraggiunge per supplicare Ribadier di risvegliare sua moglie Thérèse, che egli ha involontariamente addormentato in una tenuta ben poco consona, Angèle capisce l’imbroglio e Ribadier non sa più come giustificarsi.

Ovviamente, nel terzo atto tutto si risolve. Savinet si rassegna senza difficoltà all’increscioso episodio che ha sconvolto quel poco di calma che caratterizza la sua esistenza. Angèle perdona il marito, che promette di non ricorrere più al suo sistema. Quanto a Thommereux, tornerà a Batavia.

Il cast è così assortito: Calvin e Marie Magnier sono entrambi eccezionali nei ruoli di Ribadier ed Angèle; Raimond, nella parte di Thommereux, si dimostra un po’ sopra le righe, mentre Hurteaux, in un ruolo minore, ha comunque modo di farsi apprezzare dal pubblico.

Una menzione speciale va a Milher che, nella parte di Savinet, si dimostra di una ridicolaggine assoluta.

La nuova leva, la signorina D. Renot, merita certamente di essere spronata a continuare questa carriera.

Note:

[1] Variante personalizzata della celebre affermazione fatta da Tartufo nell’atto III, scena III, dell’omonima pièce di Molière: “Dietro l’abito del devoto, c’è pur sempre un uomo!”.

[2] écarté: Gioco a trentadue carte per due giocatori in cui il giocatore deve conquistare cinque punti che vengono aggiudicati a seconda del numero delle prese effettuate in una mano.

Qui di seguito è possibile vedere alcune scene tratte dall’adattamento italiano del testo da parte della compagnia Le maschere, gli interpreti sono: Eduardo Saitta, Carmen Longo, Giacomo Famoso, Salvo Sottile, Serena Rapicavoli e Rosario Valenti.

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