Feydeau e il cinema (II) – Occupati di Amélie

Occupati di AmélieIl seguente articolo è stato pubblicato il giorno 26 ottobre 1932 sul settimanale Hebdo, Revue Indépendante et Impartiale de la Production Cinématographique. L’autore è Raymond Villette, la traduzione è mia.

Occupati di Amélie Commedia sonora diretta da Richard Weisbach e da Marguerite Viel, interpretata da Yvonne Hébert, Renée Bartout, Jean Weber e Dandy.

Occupati di Amélie è la trasposizione cinematografica della celebre commedia di Georges Feydeau che ottenne un successo strepitoso sul palcoscenico. Il film tratto dalla pièce teatrale sarà in grado di ripetere la stessa eccezionale impresa? Sinceramente non saprei; sta di fatto che la storia di Amélie e dei suoi amanti non mi è sembrata molto coinvolgente, e nonostante i numerosi quiproquo e i colpi di scena il film mi è parso molto lungo e a tratti anche noioso a scapito dei suggestivi ed intriganti déshabillé di Yvonne Hébert e Renée Bartout.

C’è forse bisogno di rievocare la trama di Occupati di Amélie? Ad ogni modo, eccone un breve riassunto per coloro che hanno perso il ricordo della pièce di Feydeau:

Figlia di una lavandaia, Amélie Pochet, intrattenendo relazioni di alto livello che la fanno salire socialmente diventa Amélie d’Avranches. All’inizio del film, Amélie è l’amante di Etienne che sta per partire per la ferma. Prima della sua partenza, Etienne affida Amélie al suo migliore amico, Marcel. Nel frattempo, sopraggiunge il padrino di Marcel che scambia Amélie per la fidanzata di quest’ultimo. Per non disilludere il buon padrino, Amélie accetta di spacciarsi per la fidanzata di Marcel. Ma quello che doveva succedere succede e una mattina Amélie si sveglia accanto a Marcel. Il padrino sorprende i due in una condizione che non lascia adito a dubbi circa i loro sentimenti, e pretende dunque che il matrimonio si celebri in tempi rapidi. Il padrino, però, ha involontariamente avvertito Etienne della sua sventura e questi, immediatamente rientrato, giura di vendicarsi. Etienne lascia che Amélie sposi Marcel, facendo credere all’amico che la cerimonia in Comune è finta e che è stata da lui orchestrata con l’unico scopo di sbeffeggiare il padrino. Dopo molte altre complicazioni, Marcel riuscirà a sbarazzarsi di Amélie facendola sorprendere in flagrante delitto di adulterio con Etienne.

La pellicola contiene troppe porte che si aprono e si chiudono, troppi andirivieni inutili e troppe scene prive di interesse che fanno da riempimento e ostacolano un’azione già di per sé molto ingarbugliata. Gli attori si muovono bene in scena, ma non sempre con lo slancio e la fantasia richiesti, tuttavia bisogna elogiare Renée Bartout che interpreta il ruolo di Amélie con sufficiente brio e vivacità. Jean Weber rende bene l’espressione stupefatta che si addice al suo personaggio. F. Devère assume un accento belga davvero spassoso, e Yvonne Yma interpreta bene la buffa madre di Amélie. Citerò ancora Dandy, senza dubbio il migliore, Yvonne Hébert, Aimé Clariond e Donnio che si spartiscono i restanti ruoli. La valutazione è tra il discreto e il buono.

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